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IN CALO LA RICHIESTA DEI BOT
Nell'ultima asta dei Bot a 3 e 6 mesi e dei Btp a 3, 5 e 10 anni i risultati sono stati assoggettati a variabilità, evidentemente influenzati dall'attuale momento di stallo dei mercati obbligazionari. Nell'attesa riunione della Bce non si è deciso nessun nuovo intervento di taglio dei tassi dell'euro: il governatore Wim Duisemberg ha confermato il valore del 2% precedente, definendolo appropriato e prevedendo un costo del denaro molto basso ancora per un tempo considerevole. La Bce ipotizza una ripresa dell'economia nel secondo semestre dell'anno. Se la previsione si dovesse rilevare fondata non si manifesterà l'esigenza di ulteriori interventi di riduzione dei tassi. Contemporaneamente la Banca Centrale inglese ha provveduto ad una limatura del tasso della sterlina, abbassandolo dal 3,75 al 3,50%, in considerazione delle preoccupazioni derivanti dallo stato dell'economia, portandolo al valore più basso riscontrato degli ultimi cinquant'anni. Il quadro generale conferma l'estrema volatilità delle quotazioni, arrivate ormai ad una soglia di resistenza al rialzo, ma non ancora pronte ad affrontare una drastica inversione di tendenza. Sulle scadenze a breve, riguardanti i Bot a 3 e 12 mesi, di registra un allontanamento del risparmiatore/famiglia poco disposto ad accettare rendimenti prossimi all'1%: secondo alcune fonti bancarie esiste un calo di richiesta quantificabile nel 20-30%, rispetto al mese scorso. Il fenomeno risulta meno evidente per la presenza degli investitori istituzionali ed in particolare dei fondi di investimento e degli hedge fund, costretti ad acquistare titoli per la pressione proveniente dai nuovi sottoscrittori. Bot a 3 mesi: il rendimento composto lordo è stato del 2,001% in irrilevante risalita rispetto al dato del mese precedente del 1,999%, che si traduce al netto di spese e commissioni all'1,33%. Un anno fa il Bot a 3 mesi rendeva invece il 2,36% netto. Bot a 12 mesi: a fronte di un importo richiesto di 11.537 milioni di euro, contro l'offerta di 5.000 milioni, hanno segnato un rendimento lordo del 1,948%, di poco superiore al precedente 1,860%. Al netto significa un ricavo dell'1,40%, poco se paragonato al dato raggiunto nel luglio 2002 del 2,84%. Rendimento in risalita anche per i Btp quinquennali, mentre quelli triennali e trentennali hanno registrato una battuta d'arresto, pur rimanendo sopra i minimi storici. Complessivamente sono stati collocati 6 mila milioni di euro e le richieste del mercato sono state superiori per tutte e tre le emissioni. I Btp a 3 anni sono stati assegnati al prezzo di 101,03 cui corrisponde il tasso annuo lordo del 2,38%, in calo di 0,04 punti rispetto all'asta di giugno. I quinquennali sono stati piazzati al prezzo di 102,55 con un tasso lordo del 2,91% (+0,34 punti), i trentennali ad un prezzo medio di 113,46 che corrisponde a un rendimento lordo del 4,94% (-0,04 punti). Sul fronte internazionale continuano i dati negativi relativi l'occupazione negli Usa e a fronte dell'aumento di 400.000 richieste di sussidi, salgono le possibilità di una decisione da parte delle Federal Reserve di riduzione dei tassi.
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