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INFORMAZIONE CULTURALE E DECENTRAMENTO
La recente proposta avanzata durante la manifestazione “Tuttolibri”, dedicata al libro ed alla cultura svoltasi recentemente a Torino, di un nuovo telegiornale dedicato all’informazione culturale che potrebbe avere sede nella città sabauda, rappresenterebbe un’ottima opportunità per proporre un classico ma attualmente trascurato prodotto del servizio pubblico e un’ottima idea per aggredire il mercato dando spazio ad un settore sottovalutato. L’iniziativa andrebbe nella direzione auspicata da molti di un decentramento delle competenze e dei servizi informativi offerti dall’azienda pubblica radiotelevisiva, valorizzando altresì le sedi periferiche e non sminuendo la centralità romana dell’informazione e della cultura. Un’opportunità che accontenterebbe i politici del nord e quelli del sud, ma soprattutto gli utenti, che disporrebbero di un telegiornale atipico di cui si sente la necessità. Siamo un Paese che vanta primati nel gusto, nella moda, nella musica e in molti altri settori dell’attività artistica che potrebbe esportare il marchio “made in italy” della cultura nel mondo: quale strumento operativo migliore di un nuovo Tg? Su questo quesito si sono registrati molti interventi autorevoli e si è aperto un confronto e un dibattito aperto agli addetti ai lavori, tra i quali sono compresi molti giornalisti di successo. Ci sono molte ragioni per promuovere ed attuare questa proposta, sempre che sia impostata e realizzata in modo innovativo, lontano dai templi della cultura troppo retorica ed accademica. Il Tg culturale dovrebbe aprirsi alla realtà locale, alla classe dirigente delle regioni, delle province e delle grandi città, ricche d’idee innovative spesso poco conosciute. Inoltre potrebbe rivolgersi alla nuova cultura locale, non meno importante, valorizzando la miriade di manifestazioni che si svolgono sul territorio nazionale, interessandosi del festival poco noto, dell’appuntamento enogastronomico o dell’attività teatrale locale ma per questo non meno apprezzata. Consentirebbe anche l’allargamento degli orizzonti offrendo un prodotto intellettuale fresco ed attuale in una competizione che è ormai globale. Questo nuovo telegiornale potrebbe assumere una dimensione europea contribuendo al processo d’integrazione culturale: la miriade di appuntamenti letterali, artistici, musicali e teatrali che ogni anno si svolgono nella penisola raggiungerebbero così il resto di un’Europa sempre più unita ed interessata allo scambio culturale. Offrirebbe anche l’opportunità di far conoscere nel mondo la bellezza dei luoghi e la tipicità delle produzioni italiane, incrementando lo sviluppo turistico. Un progetto così importante andrà studiato attentamente per individuare sia il target che le fasce orarie, con la collaborazione degli addetti ai lavori degli utenti, dei responsabili e dei custodi della cultura e del patrimonio artistico nazionale. Pochi Paesi al mondo possono vantare un patrimonio paragonabile a quello italiano, e proprio questo deve essere una delle maggiori motivazioni per far sì che l’iniziativa prosegua e venga realizzata. La scelta di Torino, come sede del nuovo telegiornale non è casuale. Infatti consentirà il rilancio di uno dei centri di produzione Rai storicamente più importanti, in una città, un vero e proprio distretto della cultura moderna, che è già all’avanguardia nelle relazioni europee, nell’industria multimediale e nell’audiovisivo dimostrando le qualità per esserlo ancor più in futuro.
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