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Oggetto: Dibattito Ds del meratese
Festa de L'Unità del Meratese
Nei giorni 12, 13, 14, 15 Giugno 2002 presso l’area comunale polifunzionale del Comune di Imbersago si svolgerà la terza edizione della Festa de L’Unità del Meratese.
In questa occasione Venerdì 13/6 alle 21.00 si terrà un dibattito:
Non solo referendum… la sinistra Giovanile presenta
“la carta dei diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori”
partecipano:
Matteo Frigerio (Segretario Sinistra Giovanile federazione di Lecco)
Bruno Ceccarelli (Resp. regionale lavoro - Sinistra Giovanile )
Mario Stoppini (Consulente gruppo regionale DS politiche del lavoro)
I D.S. e L'Ulivo, per consolidare ed estendere i diritti e le tutele.
La carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, i diritti di sicurezza sociale, la riforma del processo del lavoro.
Oggi il nostro Paese è al minor tasso di crescita degli ultimi anni, la produzione industriale è ancora stagnante, i consumi sono bassi e gli investimenti deboli, l'andamento dell'occupazione - che era in crescita dal 1998 - tende a rallentare e la finanza pubblica è in netto squilibrio.
Questo è il risultato delle gravi scelte compiute dal gover-no Berlusconi in materia economica e sociale.
Stiamo contrastando con forza, prowedimento su prowe-dimento, questo governo che sta cercando di destruttura-re il lavoro e annullare tutte le conquiste degli ultimi cin-quanta anni.
Diritti!. Sì, perché i diritti sono il nucleo fondamenta-le, il fattore positivo per la competitività del Paese.
Consideriamo centrale per la nostra azione politica l'impegno per il lavoro, per una piena e buona occu-pazione. Abbiamo espresso questo impegno avanzan-do proposte concrete per promuovere il lavoro, tutti i lavori, e per estendere i diritti.
Su circa 21 milioni di occupati in Italia, meno della metà sono coloro che godono delle garanzie dello Statuto dei lavoratori. Oggi il lavoro è cambiato. Esistono molti nuovi lavori che danno vita a situazioni particolari, diverse le une dalle altre. Alcuni sono stabili, altri sono temporanei. C'è chi lavora a tempo pieno e chi a tempo parziale, chi lavora a tempo indeterminato e chi a termine o con impiego temporaneo tramite un'agenzia di lavoro interinale, chi lavora con contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
Con le nostre proposte offriamo diritti e strumenti normati-vi a tutti i lavoratori: non solo ai subordinati, ma anche agli autonomi e agli economicamente dipendenti, cioè ai colla-boratori di varia natura. Non intendiamo però coprire abusi e tollerare il lavoro subordinato mascherato sotto altre forme (ad esempio con forme improprie di collaborazione coordinata e continuativa). E pensiamo che il lavoro a tempo indeterminato resti, in Italia e in Europa, il modello da privilegiare e incentivare.
Su ciascuno di questi temi abbiamo idee chiare e diverse da quelle del governo. .
Loro vogliono colpire i diritti, noi vogliamo far crescere l'occupazione e migliorare la qualità della vita delle persone, rispettando la loro libertà di scelta.
Modulare i diritti significa offrire le stesse tute-le a tutti, tenendo conto delle differenze esistenti nel mer-cato dei lavori.
Si può fare? Certo che si può!
La Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è un progetto di legge dell'Ulivo che è sottoposto a consultazione dei lavoratori e dei cittadini. Con questo testo ci si vuole collegare alla nostra Costituzione e dare attuazione alla Carta europea di Nizza del dicembre 2000.
La Carta dei diritti non sostituisce, ma integra lo Statuto dei lavoratori del 1970.
Essa mette al centro il riconoscimento dei diritti fondamentali e universali di cittadinanza sociale a tutte le donne e gli uomini che lavorano.
È importante promuovere tutti i lavori, anche nelle forme nuove, flessibili e autonome. Ma vogliamo che la flessibi-lità non sia pagata con precarietà e con le intollerabili insi-curezze di oggi e che la stabilità nel lavoro rimanga un obiettivo.
A seconda del lavoro svolto (subordi-nato, economicamente dipendente e autonomo) e delle modalità e dei vin-coli della prestazione, è necessario predisporre un sistema modulare di diritti che tenga conto delle differenze e sappia fornire risposta alle specifiche esigenze dei vari lavori che caratterizzano il mondo attua-le. La modulazione non deve tradursi né in un abbassa-mento del livello garantito a chi svolge lavoro subordinato, né in una sorta di protezione minore o "di serie B" per chi svolge un lavoro economicamente dipendente o un lavoro.
Per la festa Marco Brambilla 348/3615922ì
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