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IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
I giorni passano, sono in arrivo l’estate, le vacanze estive e l’ultimo periodo di riflessione per i personaggi che a settembre dovranno, per evidenti motivi d’opportunità e di visibilità, annunciare ufficialmente la propria candidatura a sindaco, dando così inizio alla campagna elettorale: una competizione che a Merate, più che altrove, si preannuncia lunga, incerta e combattuta. La situazione tra le forze interessate al confronto, è ancora notevolmente incerta, anche se si iniziano già a delineare in modo evidente le strategie future e mancano solo alcune conferme ufficiali sul nominativo degli uomini che le renderanno possibili. Non potendo spendere certezze e nemmeno spaziare a tutto campo, ci limitiamo a riferire quanto sino ad oggi è accaduto ed ufficializzato unitamente a qualche attendibile indiscrezione mantenuta segreta o sotto il più stretto riserbo.
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L’attuale maggioranza consiliare rappresentata dalla lista denominata Merate al Centro sembra abbia sciolto l’interrogativo sul candidato sindaco. Il dualismo tra i due Andrea, Colombo e Massironi, pare si sia risolto a favore del primo e quindi dovrebbe essere Andrea Colombo il candidato della lista della continuità che perderà alcuni importanti personaggi, oggi presenti in giunta e nel consiglio. Il delfino designato, attuale assessore al commercio e allo sport, è già entrato nelle vesti di protagonista, anche se non ha ancora ufficializzato la sua accettazione alla candidatura: la conferma è attesa nel prossimo mese di settembre e l’unica sorpresa potrebbe essere rappresentata dall’improvviso ed inatteso rilancio della candidatura del neofito Enrico Sangiorgio Colombo è conscio della grande opportunità che gli viene offerta e sicuramente non la lascerà cadere. Dopo lustri d’attività politica, condotta anche in ruoli subalterni, egli dispone dell’irripetibile occasione di entrare nella storia cittadina. E’ un uomo che dimostra esperienza, intuizione e sufficiente capacità politica per battersi alla pari, con ogni altro candidato. Si troverà inoltre ad affrontare il problema della composizione della nuova squadra dovendosi confrontare quindi con la volontà del sindaco uscente Perego e della componente ciellina, che condiziona l’attuale maggioranza. Inoltre si troverà nella necessità di sostituire uomini importanti e di riferimento, come Romualdo Demontis, attuale assessore all’urbanistica, che approderà in un’altra lista, come Raffaele De Sario, attuale vicesindaco, ormai stanco e pronto al passaggio di testimone e come per l’assessore ai servizi sociali Lorenza Bosisio. Se ne andranno inoltre Roberto Zagni, il capogruppo Benedetti, e Ravasi: tante defezioni che andranno degnamente sostituite creando un problema di difficile risoluzione. Non solo, Colombo dovrà guadagnarsi la fiducia dei partiti della Casa delle Libertà che potrebbero non sentirsi degnamente rappresentati da un personaggio e da un gruppo civico che li ha sempre snobbati.
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Il primo e sicuro avversario di Andrea Colombo sarà Aldo Castelli, promotore di una nuova lista trasversale e candidato ufficiale della stessa. Castelli sta lavorando nel tentativo di aggregare uomini d’esperienza e di diversa provenienza partitica, che uniti da un progetto e da un programma di governo, si impegnino nella pubblica amministrazione, svincolati da preconcetti e da limiti ideologici. In tal senso continua ad operare e le notizie che trapelano fanno presagire la formazione di un temibile gruppo “a cinque stelle”. Evidentemente l’ex vice sindaco nella giunta Gallina si muove in tutte le direzioni con uno sguardo particolarmente attento al mondo cattolico, a quello della sinistra moderata e riformista, ma anche a quella parte del centrodestra che non si sente rappresentata da Dario Perego, da CL e dagli attuali dirigenti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale e tanto meno lo potrà essere da Andrea Colombo, uomo di centro, che è sempre stato tiepido e diffidente nei confronti degli azzurri locali. A queste due sicure formazioni se ne aggiungerà un’altra: quella che incarnerà l’eredità dell’Ulivo, raccogliendo popolari, frange di diessini, gli aderenti della Margherita e di altre piccole formazioni di centrosinistra. Questo gruppo in costituzione si sta occupando di commissioni e di incontri programmatici, sicuramente in ritardo nella definizione delle strategie elettorali rispetto ai futuri avversari. E’ un insieme poco compatto ed omogeneo, fondamentalmente diviso sulla nomination a sindaco: i popolari come sempre non vorranno rinunciare all’ambita carica, gli altri seppur meno importanti, sotto il profilo numerico, sono stanchi di accettare imposizioni e ruoli marginali e di poca visibilità.
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Il nome del possibile candidato potrebbe essere quello di Battista Albani, già assessore ai lavori pubblici per molti anni, attuale consigliere provinciale, indomito combattente di tutte le battaglie amministrative, uomo d’azione ben introdotto negli ambienti cattolici che ancora contano molto in città: su Albani potrebbe concentrarsi anche il voto conservatore di matrice democristiana ancora importante e forse decisivo per il risultato finale. La sua candidatura è osteggiata dal corteggiato Pierpaolo Arlati, che potrebbe confluire con quanto rimane della sua lista civica, nel contenitore di nuova costituzione del centrosinistra, ma a condizione di una diversa individuazione del leader. Arlati è un uomo imprevedibile e ingovernabile, pertanto potrebbe anche decidere di correre per l’ennesima volta da solo, sempre che disponga del necessario seguito. Non si hanno invece notizie di Alessandro Patti, uomo di riferimento della lista, ormai svuotata di contenuti e di uomini, del Polo per Merate, e nemmeno emergono indicazioni dalla Lega Nord. Un’ultima considerazione: perché tra i nominativi dei futuri contendenti non figurano volti nuovi e non compare all’orizzonte nessuna leggiadra figura femminile?
Dario Meschi
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