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E' IN ARRIVO UN NUOVO BTP A 15 ANNI
Era atteso il taglio di mezzo punto dei tassi dal 2,5% al 2,0% introdotto dalla Banca Centrale Europea. Il mercato obbligazionario era fortemente condizionato dall’attesa di tale decisione, realizzando rendimenti ai minimi storici per quasi tutti i titoli di Stato. La reazione del mercato di fronte alla riduzione del costo del denaro non mancherà di far sentire il proprio effetto. Nell’asta dell’11giugno gli interessi dei titoli di stato sono sprofondati sotto la soglia del 2%: i Bot annuali hanno spuntato l’1,86%, mentre i Ctz biennali non sono andati oltre l’1,85%. Nell’attesa degli esiti delle aste dei titoli previste nei prossimi giorni, il Ministero dell’Economia ha affidato a Caboto, Goldman Sachs e JP Morgan un mandato per il collocamento, mediante sindacato, di un nuovo titolo, un Btp con scadenza a 15 anni: il collocamento sarà eseguito nel corso delle prossime settimane in funzione delle condizioni di mercato. Intanto, gli scambi sul mercato secondario consentono di interpretare le tendenze, offrendo concrete possibilità di buoni investimenti: continua ad essere forte la domanda che mantiene sostenute le quotazioni, e molto bassi i rendimenti sia in Italia, sia all’estero. Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha ancora una ventina di giorni per esaminare i dati macroeconomici prima della riunione fissata per decidere se tagliare o meno il tasso d’interesse sul dollaro, ora all’1,25%. Gli ultimi dati a disposizione circa la disoccupazione negli Usa, aumentata dal 6% al 6,1% con meno posti persi del previsto, hanno limato di 5/32 i prezzi dei bond decennali, ora quotati attorno al 3,36% lordo a quota 102,30 centesimi: per un attento investitore italiano il ritorno netto per l’acquisto di un bond statale Usa in dollari, a cedola 5% con scadenza febbraio 2011 è del 2,60%. Il rendimento per chi preferisce invece i bond pubblici tedeschi è certamente inferiore: il Bund cedola fissa 6,25% scadente nell’aprile 2006 offre un rendimento dell’1,97% netto, superiore a quello dei Btp italiani con scadenze nel 2003 e nel 2005, che quotano rispettivamente l’1,78% e l’1,76%. Gli altri Btp in circolazione offrono i seguenti rendimenti netti: il 2,26%, il Btp luglio 2007, il 2,93%, il Btp novembre 2010, il 3,63%, il Btp agosto 2017, infine il 4,05%, il Btp maggio 2031. I Cct che garantiscono minore volatilità del prezzo in funzione dell’indicizzazione dei tassi, sono ancor meno remunerativi, infatti riconoscono al netto l’1,99% per i Cct settembre 2004, il 2,06%, per i Cct ottobre 2005, l’1,85%, per i Cct dicembre 2006 ed infine il 2,17%, per quelli con scadenza nell’aprile del 2008. Per gli ottimisti, tutti coloro che credono nell’annunciata ripresina d’autunno e nel miglioramento prospettato nell’anno 2004 potrà essere considerata la possibilità offerta dai corporate bond con puntate a rischio che potrebbero dimostrarsi remunerative. A rischio medio, ma sempre per titoli con rating da investimento BBB+ sono a disposizione i bond AT&T scadenza novembre 2006 che rendono il 3,84% netto, o gli Alhed a cedola 5,875% scadenza giugno 2009 che offrono il 3,51%, oppure i Daimler cedola 7%, cadenza marzo 2011, che propongono il 3,98%. Alzando ulteriormente la soglia del rischio si può spuntare il 7,05% netto con i titoli corporate Ahold cedola 5,875% scadenza maggio 2008 e rating in territorio speculativo, B+, anche se l’esperienza Argentina dovrebbe aver insegnato qualcosa.
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