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MUSICA E POLITICA
Il Novecento è stato un secolo tormentato da molti avvenimenti, scosso da eventi bellici, politici e militari, ma carico di fermento e di idealità. Il nostro Paese ha vissuto in contrapposizione tra dittatura e democrazia, tra fascismo, comunismo e liberismo, approdando alla Repubblica, alla democrazia ed alla libertà. Ogni stagione di questo travagliato periodo storico è stata attraversata dalla musica, dagli inni patriottici che esasperavano e condizionavano il sentimento popolare. Durante il fascismo vi fu un'enorme produzione musicale che è stata raccolta nel libro Faccetta Nera da noi presentato.
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Questa la premessa dell'autore: Gerarchi, balilla e volontari marciarono fieri cantando a squarciagola i loro inni, sicuri d'essersi mobilitati per la conquista di un rinnovato Impero dal quale Roma illuminasse il mondo. Il canzoniere fascista fu particolarmente ricco per numero di composizioni e densità di aggettivi, dai quali traspariva in bella evidenza il culto, anzi l'idolatria di Benito Mussolini. Al centro di quelle speranze (ed illusioni) ci fu sempre lui, il duce, cioè il condottiero di camicie nere che intendevano riscattare la "vittoria mutilata" del 1918 dimostrando che, era esplosa per l'Italia una nuova era. Anche nella Repubblica Sociale, proclamata dopo l'8 settembre 1943, tutti gli inni fascisti riecheggiavano un nome: Mussolini. I numerosi canti di questa insolita antologia riescono ancora a far drizzare i capelli a molta gente che fascista non è. Abbiamo cercato di capire e spiegare i motivi di tanto entusiasmo.
Per non essere tacciati di apologia, nè essere considerati nostalgici di un periodo lontano, sicuramente drammatico e difficile in cui sono stati calpestati i fondamenti della democrazia presentiamo, per par condicio, il testo della canzone "Bandiera Rossa", inno storico della sinistra, recentemente criticato dal premier Berlusconi. Proponiamo la canzone nel testo originale risalente al 1908 e nelle varianti di uso più comune, trascrivendo infine la rivisitazione della canzone proposta ironicamente dal giornalista Massimo Gramellini, sul quotidiano "La Stampa", nella rubrica "Buongiorno".
BANDIERA ROSSA (come succede per quasi tutti i canti popolari, ne esistono oggi diverse versioni)
" Avanti popolo, alla riscossa bandiera rossa, bandiera rossa Avanti popolo, alla riscossa bandiera rossa trionferà. Bandiera rossa la trionferà (3 volte) Evviva il socialismo e la libertà. Avanti popolo, tuona il cannone rivoluzione, rivoluzione Avanti popolo, tuona il cannone rivoluzione vogliamo far. Rivoluzione vogliamo far (3 volte) Evviva il socialismo e la libertà"
La versione oggi più nota aggiunge, dopo il primo ritornello, la strofa: "Avanti o popolo è giunta l'ora! Chi non lavora, chi non lavora. Avanti o popolo, è giunta l'ora! Chi non lavora, non mangerà!"
Spesso se ne aggiunge un'altra che suona così: "Non più nemici, non più frontiere sono i confini, rosse bandiere. O comunisti, alla riscossa! Bandiera rossa trionferà"
La premessa con il testo proposto con ironia da Gramellini: Spettabile fatturato di sinistra, facendo seguito alla circolare diffusa ieri a Bari dal Dottor Premier, nella quale veniva messa all'indice "Bandiera Rossa" in quanto "canzone cattiva" (oltre che antipatica brutta e cafona), si comunica che da oggi "Avanti popolo" diventa "Avanti pubblico" di Adornato-Apicella-Berlusconi. Fiato alle trombe Schifani!
"Avanti pubblico, datti una mossa / se vuoi star meglio passa alla cassa / avanti pubblico, consuma in massa / e il benessere ritornerà / Berlusca sempre l'ultima dirà / Berlusca sempre la trionferà / Evviva il Capufficio della liberta! Degli imputati l'immensa schiera / noi salveremo dalla bufera / O magistrati senza vergogna / il vostro premio sarà la gogna / Berlusca sempre si assolverà / Berlusca sempre la trionferà / Il frutto del processo sia l'immunità! Dai campi al mare alla miniera / Lui dell'Italia farà una fiera / taglia i servizi ma non le tasse / per rimpinguare le patrie casse / Berlusca sempre ci prometterà / di fare quello che poi non farà / Berlusca sempre ci comanderà / Soltanto il fatturato è vera libertà! Non più nemici, non più frontiere / Sette canali, un Cavaliere / se qualcun altro si mette in vista / dategli addosso, è un comunista / Berlusca in onda dappertutto andrà / di barzellette ci ubriacherà / Per questo sempre lui trionferà / Evviva il logorroico delle libertà"
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