Settimanale diretto da Dario Meschi

Aggiornato sabato 17 maggio 2003 - Anno 3 - Nr. 20

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in questo numero

I FANTASMI DI VIA BASLINI

Da qualche tempo, poco in verità, dopo il colpevole e negligente silenzio che continuava da mesi, è arrivato qualche segnale d'attività politica da parte di Forza Italia, il partito più votato in città e nel territorio.
Infatti, si è recentemente svolta una manifestazione dedicata al problema della guerra in Iraq e si stanno programmando altre iniziative su grandi temi d'attualità, importanti ma non meno d'altri presenti nella nostra realtà territoriale.
Si tratterà di un primo segnale di risveglio, o di un fuoco di paglia?
Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Munaò, assessore nel comune di Lomagna, un uomo che vanta una discreta esperienza politica, eletto recentemente quale rappresentante di zona nella segreteria provinciale del partito, guidata col tradizionale pugno di ferro da Bruno Colombo.
Il dirigente del partito ha garantito l'impegno personale, non sottacendo le molte difficoltà operative esistenti all'interno dell'esiguo gruppo d'attivisti locali, spesso più impegnati, com'è nella classica tradizione forzista, ad inventarsi incarichi inutili o a litigare, più che a proporre idee ed iniziative.
Un gruppetto formato da una decina di generali con medaglie di latta e nessuna truppa da inviare al fronte.
L'entusiasmo e la capacità di cui è portatore il novello dirigente locale potrebbe risvegliare dal torpore cronico, in cui versa, la dirigenza locale, ammesso che ne esista una degna di tale appellativo.

Nel frattempo il segretario provinciale del movimento azzurro si occupa con apparente distacco dell'area meratese, impegnato com'è a sedare le rivolte nella città capoluogo. Infatti, egli si limita a controllare la "colonia" tramite qualche emissario a lui fedele, ma in sostanza lascia mano libera ai tre gatti rimasti che per non sbagliare e riempire le giornate giocano a carte a tressette col morto.
La presenza di Dario Perego nel partito è scomoda, poiché il sindaco in carica governa la città infischiandosene del partito al quale si è iscritto malvolentieri, continuando sulla strada che si era prefissato. Disegna nell'ombra la nuova lista per le amministrative del prossimo anno, destinata a succedergli, scegliendo gli uomini e scrivendo di proprio pugno il programma: certamente non attende i consigli o i suggerimenti di Alberto Denti, il segretario locale: lo citiamo tanto per ricordarne il nome e l'esistenza ai lettori.
L'arrivo di Munaò ha per ora consentito di muovere i primi passi, evidenziando la necessità di revisionare la macchina organizzativa del partito che richiederebbe di manutenzione e di benzina sufficiente per viaggiare alla velocità adeguata. Ha inoltre palesato la scarsa efficacia dell'azione politica ed organizzativa del responsabile di Collegio, Amelio Galbusera che, seppur giustificato da molti impegni istituzionali, non riesce a svolgere l'incarico al quale è preposto, con la necessaria lucidità ed incisività.
Se da una parte è quindi comprensibile per motivi di visibilità l'esigenza di rilanciare in sede locale alcuni dei grandi temi che travagliano la politica nazionale, dall'altra sembrerebbe indispensabile iniziare a calarsi nella quotidianità, affrontando i problemi locali che interessano veramente i cittadini. Del resto la politica quella vera è trattata con diversità d'orientamenti e di sfumature dalle diverse reti televisive pubbliche e private, in trasmissioni vivaci e con la presenza d'ospiti d'adeguata caratura.
Non dimentichiamo inoltre che la città di Merate sta affrontando la progettazione di una variante al Piano Regolatore destinata a disegnarne il suo futuro. Un'opportunità per tutte le forze politiche, per confrontarsi su un tema importante che segnerà la vita delle future generazioni, determinando i confini tra uno sviluppo sostenibile, o tra una riqualificazione di quanto attualmente esiste con il solo miglioramento delle infrastrutture esistenti.
Quale migliore occasione per proporre soluzioni e per aprire un confronto costruttivo?
Tutte le forze presenti in città dovranno dimostrare un'adeguata capacità d'analisi e di proposta, ma soprattutto dovranno assumere il ruolo di protagonista proprio il partito di maggioranza relativa. I suoi dirigenti disporranno della ghiotta ed allettante opportunità per dimostrare le proprie capacità propositive: purtroppo saranno anche costretti ad uscire dalla comoda sezione di Via Baslini, per mischiarsi con i comuni mortali.
Ne saranno capaci?

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